Raddoppia Prospettiva 2010: a Torino con Rodrigo Garcia, Ravenhill, Fabre, Castellucci

Jan Fabre – Another Sleepy Dusty Delta Day

Si dice sempre che il seguito di certe splendidi eventi sia meno interessante, sempre un fallimento. Si dice dei film che il secondo è sempre un svolta commerciale, niente a che vedere con il primo e di sicuro più bello, si dice di ogni prima volta, battezzata dalla freschezza del debutto che si perde nella replica. Ma quante cose si dicono. Forse troppe. Perché a leggere il programma di questo Prospettiva 2 (senza vendetta…) c’è da togliersi il fiato, quindi penso che se il sottotitolo è Le dinamiche del doppio è per aver raddoppiato l’impegno, le forze, la composizione di un ventaglio di proposte senza precedenti e di sicuro rilievo. La Fondazione del Teatro Stabile di Torino dal 15 ottobre al 14 novembre 2010, propone alla città e non soltanto un mese di grande teatro, foraggiando di energie il progetto di Fabrizio Arcuri e Mario Martone, anche quest’anno in esergo alla stagione torinese che sta per iniziare.

Il festival d’autunno, presentato in conferenza anche a Roma alla presenza del presidente della Fondazione Evelina Christillin, è uno sforzo eccedente e necessario di tornare a parlare di grande teatro, di mostrarlo e porre riflessione sulla sua urgenza a filtro della società contemporanea, il vero fine che l’arte può e deve avere in questo inizio di millennio. La cosa che più colpisce negli intenti fondativi dell’operazione è il desiderio di convogliare a un unico obiettivo risorse che provengono da più sorgenti, unire cioè lo spirito e l’efficienza al fine di creare una struttura solida e di maggiore incidenza culturale. Quindi assieme al festival di teatro saranno tantissime le iniziative che, non per marginalità ma come generatori di energia satellitare, vado a definire collaterali, ma in stretta connessione all’obiettivo comunitario: ci sarà la danza contemporanea di Torinodanza, la musica elettronica con Club to Club e Musica 90, il teatro di figura di Incanti e l’accesso alla tecnologia di Share Festival; assieme ancora ci saranno le mostre curate dal Castello di Rivoli Museo d’arte contemporanea, visibili con lo stesso biglietto del festival e viceversa. Forse però la collaborazione più accattivante per noi teatranti impenitenti è quella con la Volksbuhne-am-Rosa-Luxemburg-Platz di Berlino, per il progetto biennale sull’incompiuto Fatzer Fragment di Bertolt Brecht. Quindi è abbastanza netta la direzione del festival che accetta la sfida di sviluppare una Prospettiva (p maiuscola e minuscola insieme) davvero multifocale.

Rodrigo Garcia – Muerte y reencarnación en un cowboy

In questo grande esborso energetico il teatro non poteva esser di meno, ospitando – nei quattro palcoscenici di Carignano, Cavallerizza, Gobetti e Fonderie Piemonte, quest’anno insieme a due nuovi spazi insoliti come il Museo di Scienze Naturali e il Castello di Rivoli – un grande numero di artisti e di esperienze internazionali di calibro eccellente. Sarà infatti qui che dovranno confluire tutti gli amanti del teatro di Rodrigo Garcia che presenterà ben due spettacoli in prima nazionale: Muerte y reencarnaciòn en un cowboy e Versus, di passaggio in Italia per il laboratorio che terrà alla Biennale di Venezia dal 22 ottobre (vai all’articolo sui laboratori); ma ci sarà anche la prima nazionale di Mark Ravenhill regista e autore di A life in three acts e l’opera di Jan Fabre Another Sleepy Dusty Delta Day, cui spetterà di aprire questa edizione. Anche gli artisti italiani saranno davvero tanti, tra cui Roberto Latini che presenterà il debutto del suo primo capitolo del progetto Noosfera, sulla figura di Lucignolo, poi Romeo Castellucci, Teatro delle Albe, Daniele Timpano, Teatro del Carretto, Antonio Latella, Ricci/Forte, Teatro Sotterraneo, Alain Platel, solo per citarne alcuni. Ma non ci saranno soltanto grandi nomi, perché il festival sarà da sostegno anche a giovani compagnie locali, ospitando i debutti di produzioni sostenute dal Sistema Teatro Torino e Provincia e segnalate da Rigenerazione 2010.

La curiosità, di questo ha parlato Mario Martone, direttore del Teatro Stabile, la curiosità del pubblico che è giudice supremo di ogni iniziativa, qualsiasi sia la proprietà dell’offerta è la sua natura sincera a decretarne il valore. Fedele al tema del doppio, è Fabrizio Arcuri con Martone ad essere motore dell’azione: nelle sue parole, che non riporto ma invito a leggere come un piccolo tributo al valore politico dell’arte (vai al sito di Prospettiva) , c’è un desiderio di colpire con un segno forte il senso di realtà più vicino all’epoca contemporanea, in questi termini pronunciati da Arcuri il festival pertanto non è soltanto di arte, ma in stretto rapporto di dipendenza e prossimità con il suo doppio, la sua più coerente conformazione espressiva, quell’arte due volte che è la vita.

Simone Nebbia

dal 15 ottobre al 14 novembre 2010
Torino

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