Cinque grandi maestri per la Biennale di Venezia edizione 2010

Mi chiedo da tempo cosa sia un maestro. Mi chiedo se valga riconoscersi in qualcuno per esperienze che dovremmo sempre e comunque fare di persona, se ci sia l’ampiezza dell’arte altrui nel nostro sguardo, nel nostro desiderio di condivisione; o perché no se ci sia il contrario, ossia i loro occhi nel nostro pur piccolo lavoro, nel nostro più sommesso tentativo all’arte. Che tipo di esperienza è, dunque, l’interposto fallimento che è sempre l’arte? Resta dei maestri un’orma, una vaga impronta, dentro di noi? Ho in animo, da tempo, che forse a lungo andare quel che resta sia più l’antipadre, colui che non concede, il padre padrone di sé e di quel che fa, inaccessibile e sempre contrario alla condivisione, alla parola collante. Il padre insomma, che non ammette diventare fratello. E pure enorme è l’opportunità di cogliere una guida attraverso le generazioni. Ma si può, dunque, insegnare la grandezza? L’edizione 2010 della Biennale di Venezia pare dimostrarne la validità, offrendo la possibilità di seguire cinque laboratori con altrettanti maestri del teatro internazionale. Dunque l’alta formazione sarà prerogativa di questo nuovo corso che si inserisce nel solco ideale di riflessione sul “fare teatro oggi”, promosso a richiamare attenzione sull’arte a più livelli, dai grandi maestri al grande pubblico. Tenendo presente la straordinaria potenza del tenere assieme i due aggettivi per entrambi i sostantivi.

Dal 12 ottobre al 31 dicembre 2010, i cinque laboratori diretti da Alex Rigola, chiameranno a questa condivisione eccellente: Romeo Castellucci di Societas Raffaello Sanzio (12-16 ottobre), Rodrigo Garcia (22-26 ottobre), Jan Lauwers (25-29 ottobre), Ricardo Bartis (30 novembre-4 dicembre), Thomas Ostermeier (27-31 dicembre). I workshop sono aperti a venti attori professionisti e un regista. Ogni regista sceglierà poi un gruppo di lavoro con cui continuare il percorso fino al 41° Festival del Teatro previsto per ottobre 2011, quando la fase finale sarà presentata di fronte al pubblico, come naturale e più consona conclusione di un percorso che, soltanto in questo modo, può davvero definirsi artistico.

La novità eccellente di questa edizione sarà una presenza critica d’eccezione, perché interamente under 35 e legata alle webzine che da tempo seguono con coscienza le espressioni, i mille volti del teatro sul territorio nazionale. Il compito dei giovani cronisti coordinati da Andrea Porcheddu, ideatore del progetto dal nome OctoberTest (Roberta Ferraresi del Tamburo di Kattrin, Sergio Lo Gatto di Klpteatro, Tommaso Chimenti di Scanner, Fabiana Campanella di Drammaturgia, Maddalena Giovannelli di Stratagemmi, Simone Nebbia – che sono io – di TeatroeCritica), sarà quello di rintracciare dell’esperienza ogni umore, ogni sensazione da passare al setaccio del proprio spirito, della propria capacità di sentirne la prossimità, essere compresenti all’atto della creazione, un computo esperienziale mediato unicamente dai propri strumenti, al fine di comporre una misura tecnica o emozionale di una cosciente diaristica.

Simone Nebbia

Info complete sui programmi dei laboratori e le modalità di selezione:
http://www.labiennale.org/it/teatro/laboratori/laboratori.html?back=true