Love car – Macellerie Pasolini a Kilowatt 2010 – dal documento dei Fiancheggiatori

    L’auto se la fanno dare in prestito da qualcuno del luogo, poi ci montano i neon e si appropriano della piazza, dello slargo. Macellerie Pasolini nella sinestesia della performance affronta temi importanti, quasi da teatro civile. Ma se l’impasto sonoro è funzionale ed evocativo (la lettera di Welby, Fellini, Pasolini), la partitura fisica diventa in un momento troppo leggibile. La vicenda dei due amanti non più giovani si solidifica troppo velocemente e facilmente in una narrazione lineare. Andrea Pocosgnich

    La materia è di forte impatto: l’eutanasia, il testamento biologico; la resa invece lascia molti dubbi in chiave proprio riflessiva: non sembra esserci una posizione trasversale, discutibile, ma soltanto rappresentazione superficiale del nodo, non l’analisi anche solo emotiva dei lacci che si legano. C’è quindi incongruenza: l’uomo è essere naturale complesso e lo spettacolo è troppo semplicistico, quindi non incline a quella naturalità che ne sarebbe il tema. Simone Nebbia

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