Short Theatre 2010 non lascia ma raddoppia, con Motus, Artefatti, Fattore K e tanti altri

Royal Dance di Antonio Tagliarini e Idoia Zabaleta

Una delle parole chiave per questo nuovo corso del teatro contemporaneo, quello in continua ricerca di finanziamenti, quello allontanato dalla sua funzione di cardine culturale e retrocesso a intrattenimento, è di sicuro la dilatazione, ossia il tentativo di far stare una quantità estrema di cose in spazi angusti. A questo si aggiunge il coraggio di intervento, il rilancio: quando tutto attorno sembra volgere al desolato deserto, qualcuno trova la forza per fare due, tre volte le attese, perché l’unico cambiamento di segno possibile – pare questo qualcuno aver capito – passa dal nostro desiderio e necessità di rischiare, dal comprendere noi prima degli altri l’importanza capitale dell’effetto farfalla, quello cioè che prevede, per ogni piccolo impercettibile cambiamento naturale, un mutamento sistematico di più grandi proporzioni. Fra questi è di sicuro Fabrizio Arcuri che, dopo aver tenuto lo scorso anno Short Theatre in tre giorni, invece di lasciare ha raddoppiato tempi e spazi: il Teatro India, come gli altri anni, dal 3 al 5 settembre 2010 ne sarà lo spazio storico, mentre dall’8 all’11 la carovana festival si sposterà al nuovo spazio de La Pelanda, al MACRO di Testaccio, recuperato al degrado urbano e pronto a diventare scenario di grandi aspettative. Per fare questo Arcuri ha aperto a collaborazioni con realtà di calibro come appunto il MACRO o il festival urbano Bestiario, tenendo il punto sul finanziamento pubblico e ottenendo il sostegno del Comune di Roma nell’ambito dell’Estate Romana e il contributo della Regione Lazio.

La proposta artistica è di grande spessore, davvero quest’anno potrà essere come nelle parole del suo direttore “una manifestazione di idee […] che nasce dalla necessità di osservare come il teatro, nelle sue varie declinazioni, risponda alle provocazioni del nostro presente”. Queste parole pongono subito un grande obiettivo: far risuonare nella città la voce della scena affinché il teatro riprenda quel compito di fulcro culturale, di filtro alla realtà contemporanea, lente espressiva dell’attualità, ruolo che spetta di diritto all’arte e che soprattutto oggi c’è necessità torni a risplendere di alti e nobili valori. E allora ben vengano Motus, Artefatti, Teatri di Vita, Fattore K, Tagliarini, Menoventi, Fanny e Alexander e tanti altri noti e meno noti, ben vengano le presentazioni di libri durante tutta la manifestazione, per una tempesta di idee da condividere, ma non basta: c’è bisogno non di questo elenco di programmazione e non di questa banale promozione, questa spetterebbe ad eventi di stampo televisivo, bisogna tornare a distinguere: questo è teatro, il teatro si va a vedere, il teatro si va a vivere.

Simone Nebbia

dal 3 al 5 settembre 2010 – Teatro India
dall’ 8 all’ 11 settembre 2010 – La Pelanda, MACRO di Testaccio,
Roma

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Comments
  • Delfina 14 agosto 2010 at 01:23

    E Ricci/Forte x quattro giorni quattro con la performance su Pinter? Dove la mettiamo? Peccato di omissione… :-)

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