IPERCORPO 2010 – Dal 10 al 26 Settembre a Forlì per un teatro in continua metamorfosi

Sineglossa – Pleura

La fine dell’estate porta soltanto amarezza? A giudicare dalle serie di festival teatrali che si accavallano e susseguono a partire dalla fine di questo caldo Agosto, sembra di no! Un fermento, un’ondata di vitalità attraversa i teatri italiani dal nord Italia fino alla capitale. Così, depositati i costumi, non resta che ripartire con le nuove onde dell’arte ammirandone differenti sfumature e tonalità.
Tra tutti i festival – chiave di raccordo tra la vecchia stagione teatrale e quella che si aprirà con il sopraggiungere dell’autunno – Ipercorpo, giunto alla sua quinta edizione, si distingue per la sua personalità accattivante e borderline. Iper è velocità, eccesso, superamento, è la chiave di ingresso in un teatro che muta incessantemente rendendo sfuggevole ed effimera la sua stessa mutazione. Dal 10 al 26 Settembre a Forlì, Ipercorpo intende rendere concreto questo cambiamento, fotografare la trasformazione, la metamorfosi o meglio la migrazione da una tipologia di espressione artistica ad un’altra apparentemente differente. Si può passare dalla cucina alla letteratura? Dalla letteratura alla fotografia? Dalla fotografia al teatro? E quali sono le modalità di traslazione dei vari linguaggi? Quali gli effetti collaterali di questa metamorfosi?
Organizzato dalla compagnia Città di Ebla, la nuova edizione di Ipercorpo, trova il suo fulcro proprio nella parola “metamorfosi”, non solo concetto teorico intorno al quale ruota il materiale artistico ospitato nella programmazione, ma anche campo di studio degli stessi Città di Ebla. Il loro ultimo spettacolo, ispirato a Le metamorfosi di Kafka (leggi la recensione), infatti, aprirà il festival il 10, l’11 e il 12 Settembre.
Metamorfosi come manifestazione di un’ “identità che si può esprimere alternativamente, in forme, sì, diverse ma mai opposte” (come scrive Andrea Panzavolta nella presentazione del Festival), traslazione delle differenti espressioni artistiche fotografate nell’attimo dell’ibridazione; viaggio iper tra fotografia, teatro, musica, danza e arti visive.
Non è un caso se la programmazione del festival sia trasversale e diversificata. La compagnia Motus presenterà il 10 Settembre Too Late!, secondo contest del progetto Antigone (leggi la recensione del contest 1), mentre Elisa Gandini il 15 Settembre proseguirà il suo progetto Ballett Domestiche mostrando Ascenseur Sintetico, spettacolo che percorre i “santuari del quotidiano”, ovvero quegli spazi in cui il corpo si offre allo sgaurdo. Sineglossa partecipa al festival con Pleura (19 Settembre) mentre Pathosformel e Gruppo Nanou tornano in scena con i loro rispettivi ultimi spettacoli: La prima periferia (leggi la recensione) ,12 Settembre, e Motel (Faccende Personali) – Prima e Seconda stanza (leggi la recensione o l’intervista), 24 Settembre. A chiudere il festival, invece, il progetto del collettivo Thauma, guidato da Catia Gattelli, membro fondatore della compagnia Masque Teatro (25 e 26 Settembre).
Migrano verso le arti visive, ibridando fotografia e gastronomia, Ivan Fantini e Valentina Bianchi con Letteratura trasposta in ingredienti fotografati (18 Settembre) e Chico de Luigi con il suo workshop fotografico dal titolo No Panic, che coinvolge il pubblico con una serie di performance. Le espressioni artistiche mutano ancora attraverso gli interventi di Zapruder filmmakersgroup, l’incontro con il grecista e filosofo Umberto Curi sul tema de Le Metamorfosi di Ovidio, la presentazione di “metamorfosi” ultimo libro di Chiara Lagani dei Fanny&Alexander e infine con il workshop sul teatro contemporaneo tenuto dalla studiosa Silvia Mei.
Completano il festival gli appuntamenti musicali con Bologna Violenta (già membro dei Baustelle) il 15 Settembre, l’incontro tra la rock band Blastema e il produttore elettronico Elicheinfunzione, e la presentazione di Quarzo, il nuovo disco dei Bachi di Pietra (25 Settembre).

Matteo Antonaci

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Dal 10 al 26 settembre 2010
Forlì – www.ipercorpo.cittadiebla.com