RomaEuropa Festival 2010: 25 anni tra vecchi e nuovi maestri

Socìetas Raffaello Sanzio – Inferno (proiezione del film a villa Medici dall’8 al 10 ottobre 2010)

Attraverseremo tutta l’estate, assisteremo a spettacoli nelle piazze, nei castelli, su sagrati di basiliche, all’ombra di storici acquedotti, nelle ville romane, nei cortili delle carceri, in quelle che una volta furono centrali elettriche e poi a settembre inoltrato quando le ferie saranno finite quasi per tutti, ma la temperatura, come sempre, attanaglierà la nostra frenetica città, ecco l’onda anomala del RomaEuropa Festival che dal 21 settembre ci porterà in braccio all’inverno, lasciandoci il 2 dicembre dopo un estenuante, ma rinvigorente, viaggio nelle arti performative contemporanee.

Anche quest’anno il festival diretto da Fabrizio Grifasi monitorerà le ultime tendenze, lavorerà sul limite con performance come Sans Objet di Aurélien Bory (30 settembre e 2 ottobre), dove sarà protagonista la classica relazione uomo-macchina con un robot in scena; sempre su questa linea di confine che proietta direttamente al futuro passando per il presente della rete, il 17 ottobre, apprezzeremo il lavoro della Webfactory (collaborazione tra RomaEuropa e Telecom Italia per sondare l’arte partecipativa in internet) con la serata che vedrà protagonisti Christian Fennesz e Giuseppe La Spada; ancora la tecnologia che si mescola alla musica per creare momenti espressivi unici nel Visual concert (1 e 2 ottobre) di Jean-Baptiste Barrière sulle musiche di Kaija Saariaho suonate dal vivo dal Contemporartensemble; ma l’occhio verso il futuro della musica elettronica è anche quello di Sensoralia appuntamento ormai classico, al Brancaleone dal 23 settembre.

Aurélien Bory – Sans Objet (30/09 – 2 /10/ 2010, Teatro Vascello)

Non poteva però essere un’edizione qualunque quella del 25° compleanno, non poteva non guardarsi indietro ritrovando artisti che al Festival hanno creato momenti importanti, ecco allora lo spazio dedicato alla Socìetas Raffaello Sanzio e Jan Fabre. Il secondo riporterà in scena, con 2 repliche il 6 novembre, Preparatio mortis; Castellucci invece mostrerà i frutti di un nuovo lavoro: Sul Concetto di Volto nel Figlio di Dio, lavoro che prima sarà in scena in Germania e poi al Festival Drodesera, una performance che si svolge di fronte a un grande ritratto di Cristo. Ma la Socìetas sarà protagonista per buona parte del festival anche con altri due eventi: la performance Storia dell’Africa contemporanea. Vol III e la proiezione del Fim di Don Kent su la mega produzione de La divina commedia, spettacolo definito da molti “epocale” che a Roma purtroppo non è mai arrivato.

Da Avignone arriva (oltre alla Divina Commedia di Castellucci) Wajdi Mouwad, anche lui è stato artista associato al festival francese e sarà in scena al Teatro Eliseo con Incendies . Le strade che questo RomaEuropa Festival prenderà sono multiformi come lo sono stati i suoi primi 25 anni, ecco allora la presenza del corpo in tutte le sue possibilità dinamiche in spettacoli come Orpheè della compagnia Montalvo– Hervieu che aprirà il festival il 21 e 22 settembre, oppure Radhouane El Meddeb capace di far incontrare danza e cibo con Je danse et je vous en donne à bouffer dal 21 al 24 ottobre; e poi la vitalità degli Acrobati di Tangeri con lo spettacolo creato da Zimmermann & de Perrot, Chouf Ouchouf il 28 e 29 settembre.

Wajdi Mouawad – Incendies (8 e 9 ottobre Teatro Eliseo)

Uno spazio importante è riservato anche a giovani gruppi teatrali italiani, ritornano infatti i Santasangre che porteranno a compimento il loro lavoro sull’energia cominciato un anno fa con Framerate 0 che in questa ultima versione si chiamerà Bestiale improvviso; e poi i Muta Imago con Displace n.1 – La rabbia rossa, ovvero “quella che leggi in certi sguardi delle persone che incroci per la strada è lì, un inquietante agglomerato di violenza pronto a esplodere”, per il quale il Festival si sposterà il 23 e 24 ottobre all’Angelo Mai; sempre dalla nuova scena italiana arriva Dewey Dell con Cinquanta urlanti, Quaranta ruggenti, Sessanta stridenti in scena il 13 e 14 ottobre e poi la consacrazione definitiva di Babilonia Teatri, dal 2007 scheggia impazzita tra i giovani gruppi, che presenterà un Best of e infine l’interessante sguardo ancora verso le nuove promesse all’interno dei cantieri Temps d’Images, quest’anno un frammento di Teatri di Vetro, con Sineglossa, Città di ebla e l’incursione di Triangolo Scaleno Teatro.

Un programma talmente vario che non registra una tendenza specifica, cosa impossibile d’altronde nella nostra contemporaneità, anzi crea un puzzle fatto di decine di immagini diverse ognuna impegnata in una personale codifica della realtà, in un quadro del genere non poteva mancare lo sguardo di Shakespeare filtrato attraverso gli occhi di uno dei più quotati registi del momento, Massimiliano Civica. Il suo Un sogno nella notte dell’estate (dal 26 al 31 ottobre) si avvale in blocco degli Omini e di attori come Elena Borgogni, Valentina Curatoli, Nicola Danesi, Oscar De Summa, Mirko Feliziani, Armando Iovino, Mauro Pescio, Alfonso Postiglione e Angelo Romagnoli, sarà un lavoro “sulla fascinazione della macchina teatrale a vista”.

Questi solo alcuni ospiti del 25° RomaEuropa Festival che dal 21 settembre invaderà la capitale con 20 prime nazionali e 3 prime mondiali per 38 appuntamenti complessivi, come sempre Teatro e Critica cercherà di vivere in quell’onda per riportarvi le sensazioni e le scosse elettriche promesse dall’evento.

Andrea Pocosgnich

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