Festival delle Colline Torinesi 2010: si festeggia la quindicesima edizione con Motus e Socìetas

L'ultima volta che vidi mio padre - Socìetas Raffaello Sanzio - foto di Umberto Costamagna
L’ultima volta che vidi mio padre – Socìetas Raffaello Sanzio – foto di Umberto Costamagna

Gli anniversari, pare, si festeggino a lustri. Gli anni tondi e quelli nell’esatta metà. Questa volta a festeggiare i quindici anni è il Festival delle Colline Torinesi, nato dall’intuizione di Sergio Ariotti e Isabella Lagattolla che il panorama piemontese delle colline era troppo accogliente, agli occhi, per non riempirlo di altre visioni e spandere spettacoli e performance nei suoi borghi, nei suoi castelli. Dal 1996 ad oggi il teatro ha penetrato i luoghi della vita comune per le mani, il volto, le esperienze di tanti come Valter Malosti, fresco vincitore di UBU, Baliani, Herlitzska, Delbono, la Societas, i Motus, le Albe, Emma Dante, Peter Brook; le parole, tante, per voce di autori straordinari come Pasolini, Calvino, Celine, Rodrigo Garcia, Testori, Gadda, Genet. Insomma un elenco denso e intimamente pulsante della forza creatrice che ha animato e anima il teatro di questo paese. Così anche quest’anno, nell’anno che chiude il terzo lustro, un festival come un ventaglio di diverse esperienze vecchie e nuove, una apertura che tiene in sé spettacoli di natura diversa ma uguale cura dell’espressione.

Il festival, dal 3 al 23 giugno 2010, vivrà quest’anno una apertura fortissima al rinnovamento, sia linguistico che strutturale, con ogni mezzo indagare il cardine che permette quell’esplosione sempre detonante che è l’arte della scena; il battesimo spetterà al regista David Bobée con Cannibales, di Ronan Chéneau, e Bobée è anche direttore della sezione Carta Bianca, esperienza di scambio italo-francese, che permetterà di presentare artisti come Desveaux e Morin, ma anche giovani come Boitel, Vincent e molti altri. Anche agli italiani spetta il confronto: infatti se i Motus proporranno la terza tappa dell’indagine sul mito di Antigone, dal titolo IOVADOVIA, e ci saranno anche la Societas Raffaello Sanzio con L’ultima volta che vidi mio padre così come il Teatro delle Albe che presenta Rosvita, insieme i gruppi giovani più in vista proporranno particolari performance e primi esperimenti di lavori in divenire: i Menoventi e la claustrofobia non solo emotiva di Semiramis, il Best of dei Babilonia Teatri e, su tutti, il dialogo uomo-natura indagato dai Santasangre con Bestiale improvviso.

Simone Nebbia

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Dal 3 al 23 giugno 2010
Torino – www.festivaldellecolline.it

Comments
  • Dario Aggioli 3 giugno 2010 at 19:19

    che noia ‘sti festival!
    forse per festeggiare i 15 anni
    un festival dovrebbe pensare:
    “ora porto 15 compagnie nuove, scommetto su qualcuno di nuovo, faccio veramente un festival interessante…”
    I MOTUS, RAFFAELLO SANZIO, BABILONIA?
    che novità!!!

  • Simone Nebbia 3 giugno 2010 at 21:34

    Eh…Dario…tutti i torti non li hai…il problema è che questi festival per andare sul sicuro non fanno un vero lavoro di scouting come dovrebbero. Ma tanto tu e il tuo spettacolo siete fuori pericolo selezione..eheheheh :-D

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