Dal 9 al 18 Luglio, Santarcangelo festeggia i suoi 40 anni.

My name i I love you – Fai Fai

Il quarantesimo compleanno del Festival di Santarcangelo, si apre con un progetto del tutto singolare: niente flyer e manifesti di presentazione per questa edizione, diretta da Enrico Casagrande dei Motus con la collaborazione di Rodolfo Sacchettini e Daniela Nicolò. Manifesto Rosso, questo il nome del progetto, lascia che la nuova edizione del festival sia presentata da uno spazio vuoto, in cui ognuno può incollare o copiare la propria creazione artistica, il proprio manifesto, deciderne impaginazione e composizione, mantenendo intatti griglia grafica e logo. Come si legge nelle istruzioni, le visioni pervenute saranno pubblicate nel sito del festival e le opere originali inviate, saranno vendute durante un’asta spettacolo.
Così, il Festival Internazionale del Teatro in Piazza, sin dal suo nuovo incipit, sembra caratterizzarsi dalla volontà congenita di instaurare un rapporto strettissimo tra artisti e pubblico, coinvolgere totalmente la città di Santarcangelo, i viaggiatori, i visitatori, rendere gli spettatori parte integrante di una drammaturgia la cui narrazione si estenderà dal 9 al 18 Luglio.

Queste le date della quarantesima edizione di un festival che sembra voler recuperare continuamente la freschezza della sua giovinezza, eliminandone i tormenti adolescenziali e mostrando una maturità mai stantia, che vive di preziosi rinnovamenti, di coraggiosissima sperimentazione, di ricerca artistica e di grande spettacolo. Dopo la meravigliosa edizione diretta da Chiara Guidi della Socìetas Raffaello Sanzio (primo movimento dell’andamento triennale Santarcangelo 2009/2001 che verrà concluso dalla direzione artistica di Ermanna Montanari), costruita sull’intersezione tra arte, teatro e musica, Enrico Casagrande sposta la sua programmazione sulla messa in discussione del concetto di realtà, sulle sue possibili declinazioni in un momento di estrema crisi. «Siamo figli di un tempo che fa paura per la sua impermeabilità a tutto!» afferma il direttore artistico e continua, «un oggi che urla, che non trova domani, bussa dall’esterno e l’arte lo ascolta, e documenta e descrive nei proprio linguaggi il multistrato del mondo.(…) Un’esplosione immaginata nel nero del teatro crea legami profondi con l’esterno, con la luce naturale, con i rumori della città. Ombre lunghe escono dalle fessure e si arrampicano sui muri a dismisura, fino a farsi verticali, enormi. Sono di breve durata, evanescenti come ogni spettacolo, ma possono lasciare solchi indelebili nella memoria. E invitare all‘azione».
Chiamare il pubblico all’azione significa renderlo parte attiva dello spettacolo teatrale, distruggere il patto instaurato tra attore e spettatore. Su queste regole si gioca la partita di Santarcangelo 40 che vede la partecipazione di più di 30 artisti internazionali provenienti da ogni parte del mondo, affiancati dalle più importanti realtà teatrali italiane.

Elvis’ Stardust – Teatro delle Moire

Se il catalano Rogert Bernard in Dominiq Public (9, 10 Luglio), trasformerà gli spettatori in piccole pedine di un gioco da tavola, protagonisti di una drammaturgia che si compone e scompone come una fiction, gli olandesi Wunderbaum con Magna Plaza collocheranno in un grande centro commerciale lo smarrimento di personaggi ispirati al film Dolls di Takeshi Kitano. Ogni artista si interrogherà sulla natura stessa del festival: Codice Ivan in W.Room—Visitors(space) condurrà un’inchiesta tra il pubblico cercando di ribaltare certezze e caratteristiche dell’evento festivaliero, mentre i celebri Fanny&Alexander in H. Alfavita#2-Immagini della realtà (Atlante), ispirandosi ad Aby Warburg, condurranno un laboratorio per comporre, tramite immagini e didascalie, un “atlante rosso” del Festival. Un’energia selvatica, nata per contrapporsi all’oggi permeato dalla sete di potere, sembra caratterizzare i lavori di tanti gruppi giovani italiani e internazionali: da This Is the End My Only Friend the End (9,10, 11 Luglio), il nuovo progetto di Babilonia Teatri, a Nero Ep (9,10, 11 Luglio), del gruppo Cosmesi, fino ai giovani giapponesi del gruppo Fai Fai che presenteranno il provocatorio My name is I love you (17, 18 Luglio), uno spettacolo dall’estetica manga portata all’eccesso con una libertà deliziosamente adolescenziale.
Singolare e stravagante il progetto della compagnia Teatro Sotterraneo che con Finale del mondo (11 Luglio) sfiderà i mondiali di calcio componendo una drammaturgia radiofonica rappresentata dal vivo e trasmessa su Radio3 Rai durante la finale dei mondiali. Una meravigliosa energia giovanile irrompe ancora nel festival con Straik! (15, 16, 17 Luglio), le incursioni/laboratorio dell’attrice Silvia Calderoni, premiata agli Ubu 2009.
Esc è invece il nome del progetto con il quale Enrico Casagrande intende far dilagare il Festival di Santarcangelo in maniera pervasiva in ogni angolo della città. Eventi collaterali alla programmazione ufficiale ma inevitabilmente legati ad essa per lo spirito sovversivo delle iniziative e per la volontà di coinvolgere il pubblico. Si parte da un raduno di chitarre e bassi elettrici, che invaderà il paese il 9 Luglio, per passare al contest hip-hop con la collaborazione di Punta Corsare-Scampia, per arrivare alla creazione di orti urbani di Piccole Nature Urbane e al design sostenibile di Manolo Benvenuti.
Particolare attenzione sarà dedicata alla produzione video istallativa, documentaristica e filmica: dalla nuova produzione di Zapruder filmmakersgroup, Pletora.Il dono (15, 16, 17, 18 Luglio), ai documentari di Pietro Marcello, Federico Leòn e Gianfranco Rosi, accompagnati dal progetto Adotta un doc – a cura del docente dello IUAV Marco Bertozzi – che intende aprire le case private organizzandovi la visione di documentari.
Da segnalare, il lato festivo dell’evento, caratterizzato dai dj-set di Ics, Trinity, UbiBroki, Squat#5, Nada, Bronson prod..
Ad assorbire l’esuberanza della quarantesima edizione del Festival di Santarcangelo, infine, la performance-lettura di Filippo Timi, Laifi Snao, (18 Luglio) analisi sfrenata e cavernosa della realtà odierna che nasconde sullo sfondo un orizzonte minaccioso.
Dare resoconto completo degli eventi che compongono questo quarantesimo compleanno sembra impossibile. Rimandando al programma, non resta che tuffarsi nella storia di questo evento per riconoscerne grandiosità ed importanza nel panorama della storia teatrale nostrana e internazionale. Dunque attendere l’inizio di questa meravigliosa e imperdibile festa.

Matteo Antonaci

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