Zweisam: la gelida scena di Lotte Rudyard e Roberto Zuniga

    zweisamLa danza del duo formato da Lotte Rudyard (Germania) e Roberto Zuniga (Costa Rica) nasce per indagare in maniera ironica e non convenzionale il rapporto di coppia. Sulla scena di Zweisam, lo spettacolo ospitato da Teatri di Vetro 4, c’è solo una piantina verde, delle bottiglie di birra e un materasso per bambini. Stesa per terra la Rudhart accarezza con i piedi le foglie della pianta come a volersi arrampicare al suo esile fusto, poi, dopo essersi alzata in piedi, esce di scena per indossare un vestito argentato che mette in luce le sue forme femminili. L’entrata del suo compagno, Roberto Zuniga, darà il via ad un corteggiamento lento e ironico che scivola dalle note di Bartok a quelle di Beethoven, dalla musica elettronica al Jazz. “Di cosa abbiamo bisogno per vivere?”, si chiedono i due artisti mettendo in scena un inseguimento sfrenato, bagnato dalle gocce d’acqua che piovono dall’alto del palco. Sull’acqua e nell’acqua i loro corpi corrono veloci e fluidi, si annodano e si lasciano nuovamente costruendo una drammaturgia dolciastra destinata a sfilacciarsi con il procedere dello spettacolo. Presto infatti, l’input iniziale di Zweisam si perde in un percorso auto celebrativo: la Rudyard e Zuniga non fanno altro che esibire le loro qualità fisiche nel continuo alternarsi di generi musicali differenti. Estremamente convenzionali, le immagini create dal gruppo si stagliano sul palco senza collante, incapaci di seguire un andamento ritmico. Qui si accumulano continuamente codici e linguaggi differenti, struttura di uno spettacolo che ricerca il proprio equilibrio, ma che, incapace di intraprendere un percorso emozionale, si chiude gelidamente su se stesso.

    Matteo Antonaci

    visto il 15 maggio 2010
    Angelo Mai, Teatri di Vetro 2010 [vai al programma di Teatri di Vetro 4]
    Roma
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    Comments
    • sergio 20 maggio 2010 at 13:14

      peccato, l’inizio con pianta e ombre era promettente. purtroppo è invece stato uno spettacolo che NON RIUSCIVA A FINIRE.

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