Il programma di Vertigine 2010: qualche considerazione sugli spettacoli selezionati all’Auditorium

vertigine

Iniziamo una ricerca di giovani artisti di teatro attraverso le loro opere che approderà all’Auditorium di fronte a un pubblico di italiani e di stranieri, e vorrà dar conto di una tensione, una energia, una turbolenza creativa, che si percepisce ma ancora non è esplosa in tutte le sue potenzialità… Questo incontro si chiamerà Vertigine, perché è questo il nome della sensazione che si prova quando si perde il contatto profondo con la terra e si entra nell’estasi della caduta.

Anche con queste parole Giorgio Barberio Corsetti aveva presentato la pubblicazione del bando di Vertigine, ovvero la prima edizione di un festival dedicato alle realtà teatrali emergenti che si terrà tra un paio di settimane all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Agli organizzatori sono pervenuti più di 420 domande con relativi video, in questo mare magnum di proposte teatrali ne sono state scelte 15. Questi spettacoli davanti a una giuria internazionale si giocheranno la possibilità di vincere un premio da 10.000 euro. Adesso voi direte: “Beh finalmente un po’ di agonismo. Basta con questi festival dove ci si ritrova tutti in amicizia, ognuno ad assistere ai debutti degli altri. Finalmente un po’ di sana e meritocratica competizione!” Ma è proprio così? Guardate il programma di Vertigine e interrogatevi sull’utilità dell’operazione.

Attenzione non metto in dubbio la validità degli artisti e degli spettacoli selezionati, ma per una piattaforma che si pone come obiettivo quello di far emergere il nuovo, mi permetto di avere non pochi dubbi sul calendario degli spettacoli. Ovvero, con quali criteri sono stati scelti spettacoli già vecchi?

Nel cartellone di Vertigine si affollano nomi che forse sono nuovi per i frequentatori dell’Auditorium, ma non per chi segue il teatro di ricerca (a parte qualcuno), per carità chi vi scrive è contentissimo per gli artisti che hanno ottenuto questa possibilità dato che ha basato gran parte del focus di questa rivista proprio su quei teatri “alternavi”, ma attenzione qui si rischia un’implosione totale.
Facciamo un passo indietro: a Corsetti sono arrivate più di 420 domande, ognuna con il proprio video, possibile che gli artisti selezionati siano soggetti come Fibre Parallele, Gaetano Ventriglia o Babilonia Teatri, ognuno di loro con il proprio cavallo di battaglia, cioè con quegli spettacoli di cui tutti abbiamo già apprezzato la bellezza e la forza, in questo caso parlo di Mangiami l’anima e poi sputala, Otello alzati e cammina e Made in Italy (vincitore del Premio Scenario 2007). Lavori insomma di tre o quattro anni fa fa che vengono riproposti per una sera sola. Con quale intento? Quello di farli conoscere a un pubblico popolare? Secondo voi uno spettatore che evita di andare a vedere Ventriglia al piccolo Teatro Argot, e ha tempo almeno una settimana per farlo, avrà voglia di assistere al suo lavoro che si terrà per una sera sola all’Auditorium? E poi soprattutto per quale motivo chiedere ad artisti e gruppi come questi di mandare dei video degli spettacoli? C’è bisogno del video per selezionare uno spettacolo come Mangiami l’anima e poi sputala, difficilmente un critico che si occupa di nuovo teatro non ha avuto la fortuna di imbattersi nel travolgente lavoro del gruppo pugliese. E allora perché pubblicare bandi da consultare, moduli da compilare e video da spedire se poi gli spettacoli sono già, a detta di tutti, tra le migliori creazioni che il nostro teatro abbia potuto produrre negli ultimi anni?
Retoricamente continuo a domandarmi: non sarebbe stato più giusto, o comunque più trasparente e meno ipocrita, dichiarare la volontà di organizzare un meeting del Nuovo Teatro degli ultimi anni per presentare al mercato, a un pubblico differente (ci sarà mai?) e a esponenti della comunità teatrale internazionale, il lavoro dei nostri migliori artisti?

È d’obbligo a questo punto porsi un ulteriore e conseguente quesito: possibile che tra gli altri quattrocento artisti che hanno partecipato alle selezioni non ci fosse nulla all’altezza e che gli organizzatori abbiano dovuto così riparare sul sicuro, chiamando insomma quei nomi che hanno già vinto concorsi e bandi?

Se andiamo a rovistare tra i partecipanti, oltre a quelli già citati, troviamo Vincenzo Schino con Voilà, già presentato a Teatri di Vetro 2009 (come lo spettacolo di Fibre parallele d’altronde), Sineglossa con Remember me (anche questo già presentato all’ultimo Tdv), Daniele Timpano con il suo classico Dux in scatola (finalista Premio Scenario 2005), Menoventi con Invisibilmente (spettacolo del 2008), Gruppo Nanou con Motel (Finalista al Premio Equilibrio 2008), Lucia Calamaro con Tumore (lavoro del 2007) e poi , forse meno consumati degli altri dalla girandola dei festival ci sono Cosmesi con Periodo Nero, Alessandro Langiu con Angolo somma zero e Teatro Minimo con il, meritatamente, elogiato Sequestro all’italiana (leggi la recensione). Le uniche vere novità almeno per quello che riguarda la scena romana (pensate che più o meno tutti quelli che ho citato sopra hanno già presentato – o lo faranno a breve – i loro ultimi spettacoli a Roma) sono Teatrialchemici, anche loro con uno spettacolo segnalato a Scenario 2007, Desideranza, David Batignani e Natascia Curci con Caravankermesse (presente all’ultimo Kilowatt Festival) e Garten / Giorgio Maretta, Andrea Cavallari con I will survivee.

È vero che questa è anche una possibilità per rivedere alcune opere che in questi anni ci sono sfuggite, ma che senso ha creare una “sfida” tra spettacoli di 4 o 5 anni fa e decretare un vincitore che si porti a casa il malloppo di 10.000 euro scegliendo dunque il “migliore ” tra spettacoli diversissimi tra loro come Dux in scatola, Made in Italy e Motel, contrapponendo linguaggi, e modi comunicativi che non hanno niente a che vedere l’uno con l’altro e, nel caso di alcuni di questi artisti, sono stati già superati o quantomeno affiancati da altre ricerche?

Andrea Pocosgnich
redazione@teatroecritica.net

in scena
dal 4 al 7 marzo 2010
Auditorium Parco della Musica
Roma

Vai al programma di Vertigine 2010

Leggi la risposta di Graziano Graziani

Leggi anche l’opinione di Simone Nebbia

Leggi anche l’opinione di Fabio Massimo Franceschelli

Vai all’articolo sul bando di Vertigine

Comments
  • Simone Pacini 16 febbraio 2010 at 14:53

    Caro Andrea, sono completamente d’accordo con te. I tuoi dubbi sono gli stessi che mi hanno assalito appena ho visto il programma. Forse è stato un errore di valutazione da parte dell’organizzazione trattandosi di una prima edizione. Comunque l’idea del contest mi piace, anche se trovo molto migliore la politica del Premio Equilibrio Roma assegnato recentemente sempre all’Auditorium (contributo alla produzione).
    Saluti
    sp

  • Daniele Timpano 16 febbraio 2010 at 19:08

    da partecipante, e dunque felice e fiero di partecipare, non posso però che dichiararmi – per onestà intellettuale- al 110% d’accordo con Pocosgnich. E dunque: che vinca il migliore (dei già vincitori)!

  • Andrea Pocosgnich - Redazione 17 febbraio 2010 at 00:36

    Meno male che siete d’accordo, allora non sono pazzo!

    Spero che sia come dici tu Simone: ovvero un’errata valutazione data dal fatto che è la prima edizione.

    E come dice il buon Timpano “che vinca il migliore”.

    Andrea

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