I Sacchi di Sabbia al Teatro San Martino con Sandokan o la fine dell’avventura

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Con questo spettacolo si sono aggiudicati uno dei Premi Ubu 2008, nella sezione speciale dedicata alla ricerca, la motivazione della giuria si articolava così:
“per il complesso di un’attività caratterizzata dalla vivacità di una scrittura condotta con freschezza creativa e irridente, giunta con Sandokan o la fine dell’avventura a un nuovo capitolo di una ricerca sincera, lunga e appassionata”.
Sto parlando naturalmente dei Sacchi di Sabbia, compagnia tosco-napoletana nata nel 1995 a Pisa. In verità il gruppo formato da Giovanni Guerrieri, Giulia Gallo, Vincenzo Illiano, Gabriele Carli, Federico Polacci e Giulia Solano non è nuovo a premi importanti, era stato infatti già vincitore di due premi Eti per lo spettacolo Il debutto di Amleto ed ebbe una nominations al Premio Ubu 2003 per Orfeo. Il respiro.

In questo Sandokan o la fine dell’avventura i Sacchi di Sabbia in collaborazione con la Compagnia Sandro Lombardi, sondano le possibilità dell’immaginazione rappresentando le avventure di Emilio Salgari attorno a un tavolo da cucina. Di fronte agli spettatori dunque non si paleseranno scenografie più o meno posticce, personaggi con scimitarre e pirati, ma attori con grembiuli che faranno degli ortaggi i protagonisti della scena.

carote-soldatini, sedani-foresta, pomodori rosso sangue, patate-bombe, prezzemolo ornamentale. E poi cucchiai di legno come spade, grattugie come cannoni, una bacinella piena d’acqua per il mare del Borneo, scottex per cannocchiali, e ancora sacchetti di carta, coltellini, tritatutto…(dalle note di presentazione)

Lo spettacolo diventa così una sfida all’immaginazione del pubblico, come quella scoperta immaginifica che fu il viaggio di Salgari in Malesia senza mai andarci fisicamente, e così le battaglie e avventure prendono vita nella cucina, i luoghi esotici (casa di Sandokan, nave dei pirati, villa di Lord Guillonk, foresta malese, spiaggia di Mompracem) esisteranno su quel tavolo e nella mente dello spettatore.

Lo spettacolo in scena al Teatro San Martino di Bologna dall’11 al 13 febbraio comincia con questo prologo:

Signore e Signori, buona sera!
Perdonate ai nostri rozzi e piatti ingegni l’ardire di esporre su questo indegno palchetto un così alto argomento, come quello che appunto ora vedrete. Può mai questa nostra pedana contenere i vasti mari della Malesia? Che potrebbe inzeppare in questa O di legno anche soltanto le scimitarre che sbigottirono e atterrirono gli inglesi di Labuan?
Oh, perdonateci!
Ma se può una semplice cifra su un foglio rappresentare un milione, concedete anche a noi, gli zeri di questa grossa somma, di muovere le forze della vostra fantasia: supponete racchiuse entro le cinta di questo tinello due terribili potenze, che dalle sponde opposte di un rischioso braccio di mare si minacciano! Gli invasori inglesi, coloni a Sarawak e i terribili pirati di Mompracem, giustizieri e paladini dei mari, guidati dall’invincibile Sandokan, la Tigri della Malesia!
Sopperite alla nostra insufficienza con la vostra immaginazione. Fate d’un uomo mille uomini; createvi di fantasia un poderoso esercito. Se noi diciamo navi figuratevi vere navi, e guardatele rincorrersi sfidando le furie dei venti.
Sarà il vostro pensiero qui a vestire d’armi i nostri guerrieri, e trasportarli d’un lampo da un luogo all’altro!
Riceducendo a un’ora di clessidra il passaggio dei giorni e dei mesi!”
Shakespeare, Prologo dell’Enrico V, riadattato per l’occasione.

in scena
dall’11 al 13 febbraio 2010
Teatro san Martino [vai alla stagione 2009/2010 del Teatro san Martino] ore : 20,00
Bologna

SANDOKAN, o la fine dell’avventura
da “Le Tigri di Mompracem” di Emilio Salgari
scrittura scenica Giovanni Guerrieri con la collaborazione di Giulia Gallo e Giulia Solano
con Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Enzo Illiano, Giulia Solano
tecnica Federico Polacci
costumi Luisa Pucci
produzione: I Sacchi di Sabbia/Compagnia Sandro Lombardi, Teatro
in collaborazione con Teatro Sant’Andrea di Pisa, La Città del Teatro, Armunia Festival Costa degli Etruschi
con il sostegno della Regione Toscana