Morso di luna nuova al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli dal 5 febbraio (scheda spettacolo)
GLI IPOCRITI
MORSO DI LUNA NUOVA
di Erri De Luca
con Giovanni Esposito, Antonio Marfella, Luna Romani, Antonella Romano, Giampiero Schiano, Antonio Spadaro, Simone Spirito, Pino Tufillaro
scene e costumi Bruno Buonincontri
musiche a cura di Harmonia Team
con la collaborazione di Davide Mastrogiovanni
disegno luci Rocco Giordano
regia Giancarlo Sepe
dal comunicato stampa:
È una Napoli senza cielo quella dell’estate 1943: una città che si rintana nel buio dei rifugi antiaerei, sotto grandi volte di tufo su cui grandina la guerra con i suoi rumori, le sue angosce, i suoi tormenti. Eppure, dentro quelle catacombe, si svolge la vita di alcune persone che cercano disperatamente di tenere stretti i nodi delle loro vite aggrappandosi ad un amore in germoglio, un ideale marcito e un’allegria insensata, finché il vento della rivolta non le trascina fuori dalla tana, restituendo a ciascuna di esse un orizzonte breve che, forse, non sarà ancora cielo ma nemmeno più tenebra. Età, mestieri e storie differenti, compresse in un assedio, rompono le distanze tra loro e vanno insieme, prima al passo, poi fino al galoppo. La macchina della storia maggiore si chiude a sacco sulle vite individuali, ma ci sono sussulti in cui le singole esistenze spezzano la camicia di forza e inventano la libertà.
La città sta nella tenaglia di due eserciti: uno dentro (i tedeschi) e uno fuori (le truppe alleate). Con le “Quattro giornate di Napoli” (27 – 30 settembre 1943) la popolazione partenopea insorge e, grazie al coraggio e all’eroismo dei suoi abitanti, riesce a liberarsi. Morso di luna nuova è il morso di una città che addenta e insegue, fino a sbattere fuori, l’occupante intruso.
La lingua utilizzata da Erri De Luca, non per scelta stilistica ma in quanto “lingua madre”, consente di cambiare continuamente registro narrativo; addirittura all’inizio della terza stanza due dei personaggi, per alleggerire l’atmosfera di quel tugurio bellico, inscenano una farsa che ricorda i canovacci di Petito e Scarpetta. Nel parossismo dei bombardamenti, quelle persone, costrette dagli eventi a ritrovarsi per giorni e giorni nello stesso ricovero, tirano fuori la loro estrema napoletanità e la loro fiera umanità che rende il racconto un piccolo capolavoro drammaturgico dell’autore.
in scena
dal 5 al 14 febbraio 2010
Nuovo Teatro Nuovo [vai alla stagione 2009/2010 del Nuovo Teatro Nuovo]
Napoli
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