Autobiografia della vergogna (Magick)

magickh_medium scritto, diretto e interpretato da Lucia Calamaro

Produzione Teatro di Roma

con Benedetta Cesqui, Monika Mariotti

Uno spettacolo scritto dentro il dolore della parola, uno sguardo che riflette l’incommensurabile piètas della vita. Torna a India dopo il debutto dello scorso anno la scrittura della giovane regista-drammaturga Lucia Calamaro.

lo spettacolo è una storia di famiglia, un testo inedito scritto dalla giovane drammaturga romana Lucia Calamaro, che riflette i complicati e talvolta difficili legami di sangue. Una scrittura originale, forte, con una particolare cura e ricercatezza di linguaggio.

Così come ci racconta Lucia Calamaro “Magick è un’ autobiografia di famiglia. Soggettiva, parziale, caotica, a volte apocrifa. Potrei giustificarla dicendo che ho avuto una vita avventurosa e insolitamente seminata di dolore. Ma il suo senso non sta nella mia stranezza. Ancora meno nella mia tristezza.
Potrei difenderla, argomentare. Potrei, raccontarvi l’arzigogolata e sofferta genesi, dopo uno spettacolo abbandonato e un altro quasi tutto sbagliato. Potrei, lo faccio, lo sto facendo.
Ma onestamente l’unico modo per dargli un senso, per qualcuno che non sia me, e come me affezionato alla genesi, credo stia nella tematica. Il sottotesto centrale di Magick è la vergogna. Emozione complessa, transegenerazionale, sociale, epidemica e virale, penosa, distruttrice, isolante, non verbalizzata, gemella del secreto, devastante. La vergogna non è senso di colpa, ci si vergogna di essere, non di fare, è un disaccordo metafisico con se stessi. Chi parla della vergogna, la conosce. Eccome. Anche chi viene a vederla. Forse. Altrimenti, per definizione, vive nascosta e non se ne parla”.