Antonio Rezza in “Io” a Eclettica 2009

Antonio Rezza in "Io"
Antonio Rezza in "Io"

Andare a vedere Antonio Rezza è un obbligo per chi non l’ha mai fatto. E’ un artista imperdibile per inventiva, forza comica e presenza scenica. Nei suoi spettacoli è solo in scena, gli fanno compagnia solamente le strutture e gli oggetti di Falvia Mastella. Rezza ha sempre sottolineato l’importanza di questi elementi sul piano drammaturgico. Infatti, è dall’incontro tra i meccanismi narrativi, sempre surreali e anarchici, di Rezza con gli oggetti della Mastrella che scaturisce poi l’atto performativo finale. A quel punto in scena c’è lui con il suo corpo manipolato e manipolatore capace di diventare artefice e scultura in ogni momento, con un testo (fisico e verbale) che disintegra qualunque regola narrativa creando e distruggendo personaggi e connessioni logiche. Poi il contatto col pubblico, che ad esempio in Fotofinish diventa un contatto fisico, la capacità di dominare gli spettatori per poi liberarli con meccanismi comici inaspettati.
Antonio Rezza sarà a Roma il 19 giugno, con Io, spettacolo del 1998, nell’ambito di Eclettica 09, interessante rassegna di arte, teatro, cinema e musica che si terrà dal 9 al 21 giugno.

Leggiamo “trama” e temi nelle note di accompagnamento dello spettacolo:

Il radiologo esaurito fa le lastre sui cappotti dei pazienti mentre un essere impersonale oltraggia i luoghi della provenienza ansimando su un campo fatto a calcio.

Io cresce inumando e disumano, inventando lavatrici e strumenti di quieto vivere.
Il radiologo spossato avvolge un neonato con l’affetto della madre, un individualista piega lenzora a tutto spiano fino ad unirsi ad esse per lasciare tracce di seme sul tessuto del lavoro.
Tre persone vegliano il sonno a chi lo sta facendo mentre il piegatore di lenzora, appesantito dal suo stesso seme, scivola sotto l’acqua che si fa doccia e dolce zampillare.
Io mangia la vita bevendo acqua rotta che è portavoce dell’amaro nascere, il piegatore di lenzora parte per la galassia rompendo l’idillio con il tessuto amato.
Si gioca all’oca, parte il dado di sottecchio, Io si affida alla bellezza del profilo per passare sotto infissi angusti. Ogni tanto un torneo, un uomo che cimenta in imprese impossibili ma rese rare dalla sua enfasi, un ufo giallo scrutante esseri e parole, un visionario vede vulva nelle orecchie altrui.
E Io, affacciato sul mondo terzo dove scopre che, tra piaghe e miseria, serpeggia l’appetito non supportato dalla tavola imbandita.

Infine la catastrofe: Io si ridimensiona…

Como poco innanto tra clamori e vanto così l’idea dell’inventura porta la mente a vita duratura.

IO
di Flavia Mastrella, Antonio Rezza
con Antonio Rezza
quadri di scena Flavia Mastrella
(mai) scritto da Antonio Rezza
assistente alla creazione Massimo Camilli
disegno luci Marca Pastore

In scena il 19 giugno 2009 ORE 21,30
Casale della Cervelletta – Eclettica 2009
Roma